Perché l'Isola d'Elba in bici


Non solo spiagge e scogli, sole e mare. Strade e sentieri, nastri d’asfalto, comode sterrate e sentieri tecnici si snodano nel cuore dell’Isola d’Elba disegnando traiettorie spettacolari lungo coste solitarie, vigneti, oliveti, profumi di erbe aromatiche. L’isola è terra di pescatori, agricoltori, vecchi minatori ma anche di ciclisti.
Un clima particolarmente mite ed accogliente rende l’Elba meta ambita tutto l’anno con preferenza per le stagioni intermedie come primavera e autunno; e poi offre un’incredibile rete di percorsi per stradisti in cerca di percorsi tecnici per allenarsi, bikers che si divertono su sentieri e strade sterrate, cicloturisti che pedalano un po’ ovunque senza disdegnare soste in bar e osterie, famiglie con bambini che hanno bisogno di percorsi accessibili da percorrere rilassatamente e in sicurezza. A tutto ciò si deve aggiungere una serie di servizi specifici dedicati a chi va in bici come centri di assistenza e noleggio bici. L’isola d’Elba è un pezzo di Toscana in mezzo al mar Tirreno: l’odore del mare arriva ovunque, anche sulle impervie montagne, dai quasi mille metri del monte Capanne all’aspro e ardito Volterraio, dente di roccia e antica rocca dove oggi si ascolta solo il respiro del vento. L’Isola d’Elba conserva i caratteri genetici della “terra madre” e la sua carta vincente sono 147 chilometri di coste incredibilmente varie, talvolta tortuose e inaccessibili, altre volte accoglienti con distese di sabbia chiara e finissima, specchi d’acqua più trasparenti del vetro e una ispida capigliatura di macchia mediterranea. Il Capoliveri Bike Park attraversato da oltre 100 km di strade e sentieri pedalabili, è un must per tutti bikers. Il resto dell’isola offre agli amanti della bici da strada strade spettacolari, che danzano tra onde e nuvole offrendo percorsi godibili e tecnicamente interessanti. L’altimetria è estremamente varia e le traiettorie sempre imprevedibili. Un gran divertimento.
Sulla strada che arriva a Rio nell’Elba da Porto Azzurro c’è la Fonte di Coppi. Il campionissimo verso la fine della sua carriera venne ad allenarsi per ritrovare la forma migliore sulle strade dell’Elba. Non era più il miglior Coppi ma era già un monumento del ciclismo, pronto a diventare eroe e mito con la morte che sarebbe arrivata dopo pochi anni. Sulla fonte si legge: “1960 - 2010, qui si dissetò il campione da cinquanta anni in fuga”.

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